Partiamo alle 6 da Milano, io e Luigi. Il programma e’ di fare un canale di neve e ghiaccio sul Grignone; il canale ovest, di cui abbiamo raccolto qualche informazione su internet e sopratutto un resoconto di prima mano dal mio collega Fabrizio. Le difficolta’ sono di massimo II grado su roccia, e pendenze fino a 50 gradi su neve (grado AD alpinistico). Le due picche e i ramponi sono d’obbligo quindi; Luigi ha il materiale da cascate (picche ricurve cazzute e forconi dritti sui ramponi), e presta a me la sua picca Grivel con becca aggressiva, che fara’ il paio con la mia Camp da alpinismo classico.
[Read More]speedweek 2007 su mondoducati

È stato pubblicato sul numero di gennaio 2008 di Mondo Ducati un mio articolo, col racconto dello Speedweek 2007. Nulla di nuovo in realtà, ho semplicemente rimaneggiato il mio racconto già postato su questo blog. Comunque, per i curiosi, ecco l’articolo (formato pdf, diviso per pagine):

san genesio variante tossica
Altro video onboard girato sul San Genesio. Rispetto a quell’altro di cui ho già parlato, questo è venuto fuori un po’ peggio. Le riprese sono traballanti purtroppo (colpa del poco nastro americano che ho usato per fissare la bullet camera al casco), c’è poca continuità d’azione (colpa ovviamente mia; non sono un improvvisatore, e quando mi trovo su un percorso difficile ho bisogno di studiarlo per bene prima di farlo tutto in sella).
[Read More]san genesio classic trail the video
This is a helmet-cam video that I’ve recorded a few weeks ago on a trail which is known among locals to be one of the most fun and technical; it’s also known as the ‘classic’ or ‘1-3-2’ (because it links up sections of established – and numbered – hiking trails).
I have also the full ride, with no music:
…and here’s the backstage:
transition preston a year later
I love my Preston. Very, very happy with it, but I realize it’s not the state of the art from an engineering perspective. The following post appeared a few days ago on the mtbr.com Transition forum, and I totally agree with it – even if I’m not going to trade in my Preston anytime soon.
I made the change from a 2007 Preston to a 2008 Nomad a couple of months ago and my only regret is that I didn’t do it sooner. IMO the Nomad is superior in every way. Lighter, more travel, and you can really tell with every pedal stroke that the suspension design is more sophisticated. Where the Preston was harsh and I could never get it dialed in to eliminate bob and still feel plush, the Nomad feels amazingly plush and bottomless but is rock solid under pedaling. The real wheel moves back slightly when it hits obstacles, so you just glide right over them. The difference is enough that I regularly find myself cleaning technical obstacles I never did on the Preston. I too was worried about the longer chainstays and slacker angles on the Nomad, but like the Preston, the Nomad has a relatively short toptube which keeps it nimble. It doesn’t feel “choppered out” at all and climbs better than the tank-like Preston. By all reports, the Nomad is just as strong as the Preston too (well, stronger really, with all those broken Prestons out there lately. In fairness it sounds like that was probably just a bad batch of welding though).Don’t get me wrong, the Preston’s not a bad bike. I like that Transition is a small grassroots company with a cool reputation (rather than the yuppie association that SC has) and their bikes are a great value, not to mention better-looking than the weird humpy Nomad. But if you can afford the Nomad, it has a whole world of advantages with no real disadvantages. I hated the Preston at Whistler, it just didn’t have enough travel. Then for smooth XC trails, it felt too heavy. The range of riding it was well-suited for was a lot narrower than the Nomad, which can be ridden at the bike park and XC trails and everything in between. I mostly credit this to the VPP suspension, along with the lighter weight allowed by engineered, hydroformed tubing, which Transition really does not have the resources for. I think Transition’s engineering is more experience-based than technology-based, which doesn’t really give the same degree of sophistication IMO.
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spa-francorchamps
Riporto di seguito il racconto che mi ha fatto Daniele di una giornata che ha passato in pista con la sua Clio Cup; una pista speciale, si trattava dello storico tracciato di Spa-Francorchamps. E questo racconto mi è piaciuto così tanto che non potevo tenermi nella mia casella postale privata… Buona lettura.
La premessa è la solita: giornata Renaultsport, ma con una novità, l’evento è europeo e il circuito è Spa in Belgio. Ti evito il racconto del trasferimento che tanto sono solo 700km di autostrada. Dall’UK ci si aspettano una quarantina di auto (su un totale di 150). Venti di queste si incontrano la sera prima in un motel Formule1 nei pressi di Liegi. Io partecipo al meeting, in un certo senso mio malgrado, perché mi bastano cinque minuti a tavola con questi elementi per rendermi conto che certa gente ci puoi anche parlare di motori e sovrasterzo e pneumatici, ma fuori dal paddock, se non condividi niente altro sei fregato.
[Read More]percorso del ticchiano
Domenica 2 settembre, dopo tre weekend all’insegna della discesa (Pila, Folgaria e poi Livigno), abbiamo deciso con Giulia di fare un giro pedalato nell’Appennino Parmense; il percorso è uno dei quattro presenti nel parco dei Cento Laghi. In rete si trova solo una mappa in formato jpg a questo indirizzo (con relativi profili altimetrici):
http://www.astorrechiara.it/cento_laghi.htm
Da questa mappa abbiamo poi scelto il percorso del Ticchiano che pareva quello più selvaggio; munito del mio fido Suunto Vector (lo cito qui perché a parte le informazioni altimetriche mi è servita molto la funzione di bussola) e di una cartina IGM della zona siamo partiti da Ballone, cioè l’apice settentrionale del tracciato. Di lì la prima parte del percorso descritta sulla mappa si segue bene e senza troppe difficoltà; abbiamo deciso di iniziare il giro in direzione Bellasola, perché dal profilo altimetrico sembrava si guadagnasse quota più lentamente.
[Read More]la mia nuova due ruote
La mia nuova due ruote è senza motore, ha le ruote tassellate, sospensioni raffinate (il Fox DHX 5.0 dietro è un qualcosa che pare più complicato di un Ohlins da Superbike) e mi accompagnerà alla scoperta di nuove linee.
È una Transition Preston FR, che ho provato già a Pila (Val d’Aosta) e Folgaria (Trentino), e mi ha già fatto provare emozioni e divertimento tali che quasi mi sono dimenticato la pista, lo Speedweek e i 90cv del motore Ducati.
[Read More]speedweek 2007
Qualche giorno prima di partire, in uno scambio di email coi miei amici, avevo detto che questa sarebbe stata la mia ultima gara: troppe palle burocratiche, nessuno spazio per amatori con moto d’accatto…. bene, dopo poche ore dal mio rientro in Italia ero pronto a rimangiarmi tutto !
Ora mettetevi comodi che vi racconto: il viaggio di andata l’ho fatto con Luca Pierazzi (che partecipa al Desmochallenge con una Bimota DB4) e i suoi compari di Pisa; compagni di viaggio fantastici e amichevoli, ci siamo dati appuntamento mercoledì 18 sera in una stazione di servizio a Bologna (loro arrivavano da Pisa) mi hanno caricato la Multi sul furgone e siamo partiti verso l’Ungheria. Dopo una lunga e caldissima nottata di viaggio siamo arrivati verso le quattro di giovedì pomeriggio al Pannoniaring, quasi contemporaneamente al gruppo dei Multistradisti con cui condividevo il box.
[Read More]speedweek 2007 preparativi
Mercoledì 19 luglio parto per l’Ungheria, destinazione Pannoniaring, per partecipare alla classe B (bicilindrici due valvole) del Ducati Speedweek (19-22 luglio 2007). Due ore di prove libere venerdì 20, poi prove cronometrate al sabato e gara di 10 giri domenica 22.
Rispetto all’anno scorso speravo di arrivarci più allenato e con la moto a puntino…. ma ho speso tutte le energie per star dietro a mille palle burocratiche che quest’anno hanno decisamente rovinato il gusto dello Speedweek, da sempre esempio di gara amatoriale aperta a tutti – e invece la FMI ci ha messo lo zampino e ha richiesto il rilascio di una licenza pilota con relative visite mediche che manco Valentino, iscrizione ad un motoclub affiliato FMI, quindi addio semplicità e snellezza. Ok, diciamolo subito: questa è una scusa per giustificare la mia scarsa voglia di sbattermi più di tanto per un qualcosa dove parto già sconfitto; da un lato c’è la voglia pura e semplice di divertirmi in pista, cosa che mi è sempre piaciuto fare (curare le traiettorie, avere la pista intera a disposizione, misurarmi con gente più brava di me), dall’altra la constatazione che con la mia moto, col mio budget, avrò problemi solo nel mantenere la moto in traiettoria, visto che si ribella tantissimo quando le velocità si alzano e tiro le staccate o affondo le curve.
L’anno scorso sono andato proprio allo sbaraglio, non avevo mai guidato la Multistrada su un circuito ‘vero’ (solo un paio di turni in kartodromo), e quest’anno avevo pensato a un programmino di allenamento ben più mirato e invece… ho solo fatto 20 minuti a Misano, nella bolgia del World Ducati Weekend. La moto è comunque più in forma rispetto allo scorso anno, quando avevo le sospensioni scoppiate; nel corso dell’inverno ho dedicato un certo budget a risollevare la Multi in previsione di questa gara (ottocento euro per ripristinare l’idraulica davanti e dietro da K-Service; millecento eurazzi di tagliando in occasione dei 40mila km, con cambio del gruppo trasmissione con una passo 520 per illudermi di scaricare più cavalli a terra, cambio dischi frizione e altre cosette standard), ma avrei dovuto riservare altrettante cure al fattore pilotaggio. Per cui, anche quest’anno come l’anno scorso mi troverò a fare un corso di aggiornamento accellerato durante le prove libere del venerdì. La confidenza con la moto ce l’ho certamente, la conosco benissimo ormai, specie dopo quel paio di gite recenti (sud della francia con Dan, e il viaggio di avvicinamento al World Ducati Weekend) in cui mi sono fatto duemilioni di curve in 10 ore di moto; ma un conto è la guida su strada, a velocità medio-basse, altro conto è la guida al limite che si fa in pista.
wdw 2007
##Viaggio di andata: venerdì 29 giugno
Ero fuori per lavoro prima del WDW. Ero molto fuori, tanto fuori che ho dovuto prendere due aerei per un totale di 14 ore di volo; tutto questo pur di non perdermi il WDW. Che sta per World Ducati Weekend ovviamente. Ed è una manifestazione a cui ho partecipato nel 1998 (la prima edizione in assoluto), poi nel 2000, ho saltato il 2002 (avevo una Honda CBR ai tempi) e poi di nuovo sono stato lì nel 2004. Aspetta, fammi pensare; nel 2004 avevo già la Multistrada; e mò siamo nel 2007; qualcosa mi dice che è ora di cambiare moto.
[Read More]sud della francia in moto
##Day 1 (venerdì 1 giugno)
Partiamo da Milano venerdì 1 maggio; doveva essere il solito appuntamento annuale con gli amici di Bari in qualche punto dell’Appennino ma alla fine eravamo rimasti solo io, Daniele (che aveva preso un volo da Londra apposta apposta per questo giro) e Vittorio. E dopo la buca che ci hanno dato Piero, Beppe & Giacomo, io e Daniele per non essere da meno diamo buca a Vittorio. Il motivo però era semplice; per trovarci a metà strada tra Milano e la repubblica Ceca dovevamo incontrarci in Austria, e purtroppo le previsioni del tempo danno pioggia continua al di là delle Alpi.
[Read More]version 10 climbing partner
I have recently subscribed to Alpinist, a truly wonderful magazine; there was this very funny cartoon here that I just had to share with my climbing friends. So I took my D70s, grabbed a picture and here it is: version 10.0 Climbing Partner.
By the way, I wonder why there is no such thing here in Italy as Alpinist or Dirt Rag ?
24-talk
Situation: you are in the train with no ticket. The ticket inspector asks for your ticket. You lower your voice, and say:
“My name is Jack Bauer, I am following a suicide bomber who’s right now on this train. Walk away and don’t look back”.
Situation: you need a car to do your shopping for the weekend. You spot a guy entering his Corvette, so you punch him in the face and while he’s down, shout:
[Read More]eicma 2006 ducati 1098
All’inizio era il verbo, e cioè la 916/996/998, una moto eterna che ancora oggi a 14 anni dalla presentazione resta bellissima, moderna e affascinante. Poi venne la 999, incompresa da molti ma ciononostante una gran bella sportiva, molto più personale di tante altre; per il solito gusto del controcorrente la 999 col passare del tempo mi è piaciuta sempre di più, e prima di vedere dal vivo la 1098 parlavo con gli amici e dicevo abbastanza convinto: “adesso che arriva da concessionari la nuova, questo è il momento buono per portarsi a casa un 999 con due soldi !”.
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